mercoledì 4 giugno 2008

Ferma Piazza Carmine. Reggio e suoi appalti "incandescenti"

di Antonino Monteleone da www.strill.it

Il 15 giugno, sull'agenda di Giuseppe Scopelliti, Sindaco di Reggio Calabria, dovrebbe esserci un appunto: "inaugurazione Piazza Carmine".
E' molto probabile, però, che l'impegno sarà rinviato. Un tratto di penna e la dicitura "rinviato a ddd". Come si usa nel vecchio burocratese. A data da destinarsi proprio come il pagamento degli stipendi dei lavoratori della ditta Co.For, aggiudicataria dell'appalto, che per la seconda volta negli ultimi 6 mesi sono costretti ad incrociare le braccia per protesta.
Niente stipendio. Niente lavoro. Anzi no. Hanno continuato a lavorare fino a febbraio, nonostante non venissero pagati da ottobre. Una settimana di stop per essere pagati fino a gennaio. Natale senza stipendio. E appena qualche settimana fa hanno ricevuto lo stipendio proprio di febbraio.
Passa marzo, passa aprile, passa maggio. Arriva giugno. Niente paga.
"La ditta è vincitrice dell'appalto per la costruzione di Piazza Carmine e nuovo Ponte della Libertà - ci dice Vincenzo Corsaro, Filca-Cisl - di quello per la costruzione della variante stradale nei pressi di Ortì e di due centrali turbogas a Rizziconi e Scandale, nel crotonese. Ma gli unici a non essere pagati sono i lavoratori di Reggio". A piazza Carmine ci sono anche loro, gli operai del cantiere a nord della città, che cambierà il volto ad un'area strategica che assimilerà esigenze di mobilità a quelle di rinnovato decoro urbano.
Scopelliti tiene molto ad entrambe le opere. E, preoccupato, non è la prima volta che si adopera fattivamente per risolvere precedenti intoppi. Che si sono sistematicamente riproposti.
La Co.For. s.r.l. è stata posta sotto sequestro, quindi in custodia giudiziaria, nel luglio del 2007 assieme ad altre quattro ditte, nell'ambito dell'operazione ARCA condotta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio.
Da allora è diventato tutto più complicato: pagare gli stipendi in primis. Ed il trio di amministratori nominati dal Tribunale (L'avv. Tarzia, il dott. Giordano e l'ing. Monteleone) si è ritrovato nelle mani una patata bollente. Fornitori da pagare, dipendenti da pagare, un quadro poco limpido - secondo quanto riportato dagli inquirenti - di rapporti con il territorio.
"I problemi sono cominciati da quando sono arrivati gli amministratori - dice uno degli operai senza stipendio da tre mesi - prima i ritardi erano contenuti. Ma ora non se ne può più".
Voce di un padre di famiglia. Ma l'amministrazione controllata è un effetto, non la causa, del loro dramma. Un effetto di come vanno certe cose.
La Co.For., costituita nel 1995, già nell 1998 venne posta in amministrazione giudiziaria dopo il sequestro, con ampi rapporti della DIA, per alcuni appalti aggiudicati in Liguria, a Celle Ligure, rriguardanti il rilevato ferroviario.
La Prefettura di Reggio Calabria, all'epoca, revocò la certificazione antimafia.
Nessun ostacolo nel futuro. L'azienda vola alto. Nel 2001 stimava un volume d'affari superiore ai 5 milioni di euro. E nel 2006 l'aggiudicazione degli appalti per il rifacimento del Piazzale della Libertà e di Piazza Carmine. Il resto è storia recente.

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